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sabato, luglio 25, 2009
 

.Si scrive poco ma si scrivono cose importanti.

Prima di tutto vado in ferie da oggi fino al 12 agosto. Secondo poi domani mattina io e gentile Strangy partiamo per un delizioso e confortavole viaggetto estivo. La meta del suddetto viaggetto è Bali e Lombok. Oggi ho comprato pure la muta nuova e mi pare che non mi posso lamentare.

Quindi si chiude per ferie e tanti saluti a tutti.

Baci e abbracci

vostro Potch.

i pensieri pericolosi di potch | 16:44 | commenti


martedì, marzo 10, 2009
 

.alcune cose fatte ultimamente e di cui vado fiero:

Tralasciando i convenevoli sul "dove sono stato, cosa ho fatto, perchè non ho più scritto, ecc", vado prontamente ad elencare quello che mi passa per la testa (del resto devo rientrare nella parte con la dovuta calma):

  • essere rimasto vivo con le ormai quotidiane e consolidate 12 h/giorno di lavoro
  • aver acquistato insieme alla strangy metà un biglietto per NY
  • aver risparmiato il gatto - che vedo solo nel we - dalla atrocve vendetta per "non-avermi-fatto-chiudere-occhio-a-causa-del-calore-che-il-signore-la-fulmini"
  • aver trascorso un fantastico we al centro malessere, mangiando tutta la selvaggina della foresta si Sherwood - fatto salvo che la notte la suddetta selvaggina si è ribellata causandomi una crisi da esorcista
  • aver letto dopo anni che me lo ripromettevo "Alta Fedeltà", aver letto senzaavere incubi "Trilogia della città di K", aver iniziato a leggere "Guida galattica per autostoppisti"
  • essermi cancellato da FaceBook, dopo l'ennesimo Tizio è fan di "qualcosa-di-inutile-che-la-prima-volta-ridi-la-seconda-sorridi-la-terza-avete-rotto-il-cazzo"
  • aver installato la mia bellissima lampada "parentesi", regalo della strangymom
  • non aver vomitato nel pentolone della coppa, partecipando al rito similsatanico della preparazione del maiale
  • ...

sono fiero anche di altre cose, ma adesso me ne vado a casa.

tornerò.

Potch_back_again

i pensieri pericolosi di potch | 19:45 | commenti (4)


martedì, settembre 16, 2008
 

.Another diamond will shine.

Nelle mille attività della nuova mattina del nuovo lavoro della nuova vita anconetana, con un occhio sulle email e uno su Repubblica.it, intravedo alcune parole che mi fanno correre un brivido lungo la schiena.

Addio a Richard Wright

Credo che l'intro di Shine on e il pianoforte di The great gig in the sky bastino a delineare un uomo che ha contribuito a creare una leggenda chiamata Pink Floyd.

Un'altra vittima del cancro. Un altro pezzo di storia della musica che se ne va.

rest in peace.

i pensieri pericolosi di potch | 08:31 | commenti (1)


martedì, agosto 05, 2008
 

.Ancona. giorno 3.

..certo che quando si dice cambiar vita a volte non ci si rende conto di quello che si intende realmente. Mi trovo qui, lontano da tutto e tutti con una adrenalina a mille nelle vene. ore 21.10 a smistare la corrispondenza per la nuova "posizione-non-posizione" che di seguito chiamerò PNP per brevità. Sono entrato alle ore 8:00 del mattino e quindi ho appena totalizzato 13 ore sane sane di lavoro. Fame che morde e possibilità di un pasto decente meno di zero. L'unica strada è percorrere l'orrido sottopasso della stazione e buttarmi inuna delle bettole antistanti per un kebab o una pizza veloce, facendo finta di essere in india o in marocco. Così, con il favore del mare e della puzza di stazione ferroviaria, posso pensare di aver fattoquella vacanza che con Strangy stavamo sognando.. in uno di quei posti esotici che ci hanno visto muovere i primi passi.

Tutto si aggiusterà. Me lo dico un po' per farmi coraggio, un po' per cercare uno stimolo.

Ancora 2 email e poi sono libero.. per qualche ora.

i pensieri pericolosi di potch | 21:14 | commenti (3)


domenica, luglio 27, 2008
 

.E finalmente ci siamo..

.il gesso se ne è andato con un veloce taglio di sega circolare,un po' tipo Jason e la sua famosa motosega. Il policlinico in versione estiva è densamente popolato con loschi figuri provenienti dai film di Verdone e questa volta è stato il caso della famigliola giovane e intrinsecamete coatta, contre adorabii bambine dai nomi altisonanti: Sharon, Chantal e Asia.. (che ovviamente nelle loro bocche dorate diventavano Sciàro', Sciantà e Asia a papà).

Insomma sono pronto per affrontare nuovamente il magico mondo delle ferrovie, il tutto, forse, con una massiccia novità. Pare proprio, ma fino a che non lo vedo scritto sulla pietra non ci credo, che la società che gentilmente mi fornisce 14 stipendi all'anno e numerosi accessi d'ira, voglia trasferirmi per un duplice salto di carriera nella ridente e marittima città di Ancona. Tutto sarebbe sicuramente sfidante e coinvolgente.. ma staremo comunque a vedere. Il fatto è che la vita qui in 3, con Strangy e Brie, mi piace proprio, e questa cosa arriva proprio ad "anti-faciolo", però tanto si sa che queste cose vanno accettate.. e poi è per una buona causa.

Questa settimana che verrà sarà decisiva e oltretutto la affrontiamo con un cambio importante nella sezione "animali domestici". Brie è in vacanza al mare per una settimanella, in compagnia delle nipotastre a fare l'opossum per evitare le troppe attenzioni, e qui da noi verrà il Ciccio malconcio con collare elisabettiano e orecchio putrescente. Tutto questo per i preparativi del matrimonio dell'anno

Beh, non mi resta che cogedarmi, lasciando le foto dell'ultma settimana del gattastro, nell'attività preferita durante il giorno.. enjoy e buona fortuna a tutti noi tre.

i pensieri pericolosi di potch | 21:42 | commenti (4)


venerdì, luglio 04, 2008
 

.le mie ultime tre settimane.

La cronaca degli eventi delle ultime tre settimane è piuttosto scontata e banale, quindi ne propongo un elenco sintetico, che va anche incontro alle ridotte capacità dattilografiche dovute alla momentanea perdita del pollice opponibile, cosa che peraltro mi fa regredire ad uno stato pre-primate.

  1. non mi faccio la barba se non quando proprio "devo"
  2. nelle ore di assenza di Strangy non spiccico parola sensata con nessuno, oltre alle telefonate della mia nuova veste di "telelavoratore sudante"
  3. di conseguenza:
  4. parlo con il gatto
  5. osservo il gatto
  6. gioco con il gatto
  7. fotografo il gatto
  8. filmo il gatto
  9. faccio a botte col gatto
  10. sorprendo il gatto di nascosto come Cato e l'ispettore Cluseau
  11. lo seguo in mirabolanti evoluzioni all'inseguimento del puntatore laser e su&giù dai vasi.
  12. pulisco casa come un ossesso (modello Ele)
  13. preparo il pesto (!!!)
  14. cerco di lavorare ma mi deprimo
  15. mi deprimo a prescindere
  16. cerco laVORI INTERESSANTI PER AMBIZIOSI GIOVANI INTRAPRENDENTI
  17. passo ore a riscrivere le frasi perchè non mi accorgo di aver pigiato "Bloc Maius" (vedi sopra)
  18. penso
  19. ho ricominciato un corso di francese
  20. mi cimento in imprese ardite sulla Xbox360, preziosa concessione dell'ottimo Mr.Y
  21. assisto psicologicamente Strangy e viceversa
  22. faccio doccie tutto il giorno con la busta sul braccio
  23. deodoro il gesso con lo spray per calzature per non morire asfissiato
  24. penso al futuro
  25. penso al passato
  26. cerco di fare del mio terrazzo un giardino pensile tropicale
  27. penso di emulare l'orrido muratore causa del mio semi-esaurimento, per risisteare il terrazzo
  28. faccio strane coperture del terrazzo emulando Soldini in solitaria nell'oceano
  29. ho visto TUTTI i video di Maurizio Battista su youtube
  30. cerco la fantasia per chiudere varie questino condominiali
  31. penso alla possibilità di una seconda attività
  32. faccio castelli in aria
  33. mi sono iscritto su facebook ed ho avuto i brividi nel rivedere alcune persone del passato..cazzo quanto invecchiamo
  34. la sera ho sonno
  35. ...
  36. mi sa che sto gesso me lo sono fatto inconsciamente apposta per evitare di impazzire in ufficio, ma anche a casa il rischio è presente..

e adesso ecco alcuni risultati delle attività con il gatto..

 

 

 

 

i pensieri pericolosi di potch | 12:51 | commenti (2)


venerdì, giugno 13, 2008
 
.portantini ed infermieri.
..tralascinando i dettagli del motivo che mi ha portato questa mattina alle 8:30, a varcare in bermuda e Ray-Ban la soglia del Pronto Soccorso del Policlinico di Roma, trattandosi di una banale caduta durante un allenamento di pallavolo (95 kg che cadono da un’altezza di quasi 2 metri, atterrando su una mano, sembra uno dei problemini dalla scuola media, ma quando la mano è la tua ci metti molto più interesse..), andiamo a vedere come si è svolta questa funesta giornata, non per niente venerdì 13.
Frame 1 – ingresso
Io: ”Salve, dovrei, credo, fare una lastra al polso per..”
Infermiere occhialuto: “aho, cominciamo male.. tu dimme che t’è successo e poi noi vedemo che
c’è da fa!”
Mi è piaciuto molto il “che c’è da fa”. Sembra il consulto di luminari della scienza attorno ad un caso di parto esa-gemellare.
Frame 2 – seconda sala d’attesa
Io passeggio nervosamente in attesa della visita ortopedica. Fuori dalla stanzetta il primo stadio riservato dell’ospedale, con viavai di barelle, sedie a rotelle, infermieri, inservienti, ecc.. ma come è diverso da Scrubs. Una suorina passa timidamente con un carrellino rumoroso e porta biancheria pulita.
L’infermiere (tipo “nun smorza’.. abbassa”, del film di Verdone):
“Aho! Ma che te stai a fuma’ na sigheretta dentr’all’ospedale!! Oh.. sso’ a di’ a tte!” rivolto ad un tizio losco, mezzo ubriaco, che per qualche ragione era finito al pronto soccorso.
Merita di spendere due parole sull’articolo infermiere. Altezza poco sotto il metro e 70, con un camice azzurrino che cala perfetto su una panza importante. Pantaloni sopra la caviglia che lasciano aria agli zoccoli bianchi che hanno visto tante e tante ferite. La corporatura è quella tipica del centurione di Asterix.
Ha una capigliatura brizzolata, ma il capello è fluente e gonfio, con un pizzetto a moschetto, che lo fa sembrare un perfetto avventore della Torvaianica dei primi ’70 “ah fata! Annamo a ballà!”
Il povero barbone cerca di rispondere blaterando qualcosa, ma l’infermiere archivia la discussione con la mano tesa ed il palmo rivoltola cielo: “Malimortaaaaccitua!” (sul “taa” allunga la vocalizzazione, per poi accelerare come un taglio sul “tua”)
In quel momento si gira e come niente fosse fa “Buongiorno Sorella.. Il Signore è sempre con lei?”
Frame 3 – i vecchietti
Dopo la visita e la lastra, che mi fa assumere posizioni assurde della mano e i primi dolori lancinanti, arrivano 2 vecchietti romani, anche loro usciti da una qualche commedia di Dino Risi.
Ercano di parlare con un dottore che però gli viene detto essere in sala operatoria per un “codice rosso”. Il modo con cui dicono “codice rosso”, cercando di scandire un italiano senza accenti, anni luce lontano, e soprattutto distante dai discorsi sui panni da stendere e sugli “ucelletti” che li hanno svegliati stamattina presto, li rende buffi.
Decidono di aspettare, continuando interessanti discorsi sullo spaccato di vita familiare.
Dopo venti minuti ed alcuni segni di spazientimento, passa il nostro infermiere centurioni ec il vecchietto chiede aggiornamenti.
Torna dalla moglie e come la Sibilla cumana annuncia: “Sta a riattacca’ n’piede”.
Moglie vecchietta:”Ah, e mo’ se spezzeno pure li piedi”.
La curiosità e brutalità della frase non è banale. Prima di tutto l’infermiere che non vuole perdere tempo e quindi sentenzia velocemente una immagine caravaggesca, e poi loro due, che apprendono la notizia e la elaborano con un distacco di chi ne ha viste troppe, forse in guerra, e che vede la cosa come se gli avessero detto “Sta cambiando una gomma alla macchina”.
Frame 4 – il gesso
Altri 10 minuti in cui ho il tempo di rimuginare sul piede che si spezza come il grissino che taglia il tonno vero, ed arriva ancora lui, l’infermiere.
“Lo scafoide rotto sei te?” Unificazione del soggetto con la diagnosi.
Annuisco ed apprendo quindi che il dolore alla mano è in effetti dovuto ad un qualcosa con il nome strano che si è rotto.
Mi siedo vicino al lettino e comincia a provarmi una serie di bende come fosse Valentino che prende le misure di Kate Moss.
Io comincio ad innervosirmi al pensiero di avere il braccio bloccato con un angolo improbabile, che per farmelo capire bene mi viene spiegata così dal dottore che assisteva a distanza: “Metti la mano come se dovessi agguantare la tetta di Sharon Stone, e non pensare a questo qua (l’infermiere centurione) che sennò ti spaventi”.
Ora. Perché Sharon Stone? Qui vedo nella testa del dottore, precocemente calvo e bruttino, tutta la frustrazione di fronte alla vita di studioso costretto all’onanismo.
In tutto ciò il dolore e lo stress, uniti alla strizza che non nascondo, mi fanno iniziare ad avere la sudarella..
Mentre inizia il giramento di testa ecco il centurione che canta “E magno paneee.. E beeevo viiinooo”.. che nei momenti più impegnativi dell’ingessatura si trasforma in: “E me chiamenoo Mandrakeee”
 
Frame finale – sono a casa. Braccio ingessato e gatto in panza. Scrivo questo post con la mano salva, per fortuna è la sinistra. La destra duole e prude sotto il gesso. Cerco un ferro da calza per grrattarmi. Ne avrò per 45 giorni.
Scriverò spesso. Sarò presente su Skype e Msn.
Non mi abbandonate.
i pensieri pericolosi di potch | 18:48 | commenti (5)


giovedì, giugno 05, 2008
 

.Brie..Let me introduce you to..

Da tre giorni a questa parte..in casa si sentono rumori diversi.

Da tre giorni a questa parte..una palletta di pelo corre come una scheggia e scivola sul parquet.

Da tre giorni a questa parte..polpastrelli microscopici ti esplorano la testa in cerca di chissà cosa

Da tre giorni a questa parte.. un batuffolo colorato non ti fa più scrivere sul computer perchè sidiverte a saltare sulla tastiera jdfoiondsfaiondpsofa

Da tre giorni a questa parte.. lanott ci svegliamo con 20 unghiette alla ricerca di tappeti, divani, magliette, gambe e sederi da tormentare

Da tre giorni a questa parte.. ti puoi ritrovare una testolina sempre più vicina. Poi la testolina chiude gli occhi, tira indietro le orecchie e ti comincia a leccare la faccia

Da tre giorni a questa parte..al rientro sentiamo che un miagolio ci dice bentornati a casa

Tutto questo è Brie, Briscola, Brisby o Brivido Cosmico..

Eccola..

i pensieri pericolosi di potch | 20:00 | commenti (10)


venerdì, maggio 16, 2008
 

.un pezzo di vita..

..era il giorno di Natale del 2001, quando mio padre mi consegnò un pacchetto. L'incarto era tipicamente di un portafoglio, e la scritta Cartier, non faceva pensare ad altro. Poi, aprendo pian pianino il nastro che lo chiudeva ho sentito uno strano rumore, che faceva pensare a tutto tranne che al portafoglio. Insomma sollevando la parte superiore della scatola l'occhio ha focalizzato immediatamente una chiave, e sulla chiave, una scritta "Honda". In un attimo realizzai tutto il marchingegno, lo scherzo del portafoglio, e rividi scorrere immagini e risentii frasi senza senso apparente, tutte convergenti verso quell'unico fatto. Avevo la moto nuova. Fu un attimo e liberai anni di introversione in un abbraccio, che colpì entrambi come un pugno. Curisità oltre ogni limite per l'oggetto del desiderio che finalmente era reale. Come quando tanti anni prima mi svegliai il giorno del mio compleanno e trovai la bibicletta ai piedi del letto.. un bambino felice. E così di corsa a provare il nuovo giocattolo. Che poi in effetti, allo stesso modo della BMX, la moto per me era decisamente piccolina, ma quello passava il convento. Insomma, dopo anni di onorato servizio, la"piccina", si è meritata un prematuro riposo di un anno dal fido meccanico con le gambe ad "omega". Fatto sta che un mesetto fa ho realizzato che ormai non aveva più senso tenerla, e che comunque, non avrei ricordato di più mio padre tenendo quell'ultimo regalo. Insomma la piccina è stata tirata a lustro ed ora corre felice sotto il sedere di un impiegatello con ragnofiglia e mogliegrassa, che poi alla fine è pure simpatico.

Vai piccina, fatti rispettare, e corri di nuovo felice!

i pensieri pericolosi di potch | 19:43 | commenti (6)


mercoledì, aprile 30, 2008
 

.fuori dalle balle per 3 giorni.

Ore 15:50, volo ClickAir per Barcellona. Check in già fatto da casa. Poche ore di lavoro e poi dritti verso il mio personalissimo primo viaggetto in Espana, in compagnia della mia "strangy.metà".

La borsa è già sull'uscio, con tutto il necessario: iPotch, Macchina fotografica, ed ovviamente il caro vecchio zio Imo.

Ho messo da parte una ottima dose di "s" per iniziare da subito a parlare spagnolo, quindi non mi resta che augurarmi un buenos viaggios.

Hasta la vista, baby.

 

i pensieri pericolosi di potch | 10:05 | commenti (5)